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“L’Illusionista”, il primo one man show di Luca Bono è da applausi (e sold out)

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Applausi, applausi e ancora applausi. E’ forse persin riduttivo semplificare così lo spettacolo “L’illusionista” di Luca Bono, per la prima volta one man show sul palcoscenico della Casa del Teatro Ragazzi, sulle orme del suo maestro, amico e regista Arturo Brachetti. Il mago, solo 26 anni, ha incantato tutti, grandi e piccini, e non è un caso che all’ultimo sono state aggiunte nuove date per un totale di 21 repliche e oltre 6mila spettatori paganti. Come è stato lo spettacolo? Luca Bono è apparso leggermente imbarazzato quando ha raccontato la sua storia, ma non ha avuto alcun indugio ogni qualvolta le luci si sono abbassate, la musica è partita ed è arrivato il momento di far vedere quanto è bravo e preparato con i suoi numeri di magia.

Lo spettacolo ha visto il coinvolgimento del pubblico, guai se non fosse stato così. Luca Bono ha fatto sembrare tutto semplicissimo, è sparito, ricomparso, ha fatto volare la luna e ha rivissuto la sua infanzia da provetto pilota di Go Kart e sognatore pilota di Formula Uno. Poi l’illusionismo ha preso il sopravvento e il suo essere tra i più promettenti al mondo è venuto fuori. Era ed è portato Luca Bono per intrattenere il pubblico e lo sarà sempre di più negli anni avvenire. Immancabile la sua assistente, presente al suo fianco da anni, con cui ha riproposto un suo cavallo di battaglia in cui lei, stufa di dover stare in secondo piano, lo ha congelato e messo su un grande asse da stiro (non sveliamo il finale che ha comunque un colpo di scena). A differenza dell’anno scorso quando aveva proposto “Wow! Tra magia e realtà”, quest’anno sono stati inseriti più giochi con le carte, quelli che fanno la differenza quando sul palco c’è un bravo illusionista e manipolatore.

“Avevo avuto un incidente e mio fratello per farmi sorridere mi faceva dei giochi di magia in ospedale. Mi sono incuriosito, mi sono fatto insegnare e poi ho studiato tanto”. Il racconto lo ha fatto lui stesso sul palco davanti agli occhi di tanti bambini e ragazzi ammaliati da quanto vedevano. Il trucco c’è sempre ma nei suoi giochi è stato difficile capire il “come” rendendo di fatto magica una semplice serata di gennaio. Negli applausi finali c’è stato il dispiacere della fine dello spettacolo, ma anche una consapevolezza: se se vuole una cosa fortemente, tutto è possibile.

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