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Lentini’s raddoppia e Nicola Lentini svela il segreto del suo successo

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Realizzare un sogno non è facile, spesso la mente viaggia al di sopra delle nostre reali possibilità e gli ostacoli durante la scalata al successo a volte lasciano un grande amaro in bocca che rischia di compromettere tutto. Ma c’è chi nei sogni ci crede fino in fondo e riesce a realizzarli, magari riuscendo addirittura ad ottenere più di quel che sperava e desiderava.

La storia di Nicola Lentini insegna proprio questo. Da mercatale di frutta e verdura ad imprenditore nel campo della ristorazione nel giro di pochi anni. Il tutto condito con tanto lavoro, moltissima dedizione, ma soprattutto una grande passione. Sì perché la strada verso l’affermazione, in qualsiasi campo sia, è una scala fatta da tanti gradini che ogni giorno insegnano qualcosa di nuovo, quel qualcosa che trasforma il sogno in realtà: oggi il sogno reale di Nicola si chiama Lentini’s.

Siamo andati a trovarlo nel suo nuovo ristorante aperto in via Modena 55, il secondo dopo quello di corso Orbassano. Ci siamo trovati all’interno di un ristorante-pizzeria dall’aria moderna, ordinata e pulita e, visto il periodo, anche addobbata per il Natale. Ad accoglierci lui, Nicola Lentini, che ci ha raccontato la sua storia. “I due locali Lentini’s sono il coronamento di un sogno rimasto chiuso nel cassetto per tantissimi anni – ci confida subito -. Io arrivo dai Mercati Generali, lì ci ho lavorato per 13 anni, alzandomi tutti i giorni alle 2 del mattino e lavorando senza sosta. Ma in cuor mio il sogno di aprire qualcosa che desse da mangiare alla gente e che la rendesse felice non l’ho mai abbandonato”. Capiamo subito che il proprietario di Lentini’s si è fatto sul campo. Ci confida che lui di ristorazione capiva poco o nulla fino a pochi anni fa. Era una buona forchetta, ma non immaginava cosa ci fosse dietro la gestione di un ristorante. Molto di più ne sapeva la compagna Simona, diplomata all’alberghiero e attenta ad ogni particolare in cucina.

Prima di raccontarci il momento in cui aveva deciso, insieme a Simona, di aprire il primo Lentini’s, racconta della sua voglia di emergere grazie all’attenzione che riponeva nel lavoro. Forse proprio per questo verso i trent’anni gli è stata affidata la gestione del reparto di un supermercato Eurospin di Chivasso. Anche lì si occupava di frutta e verdura. Ma il primo passo verso l’indipendenza arriva all’inizio del 2000 quando apre il suo primo Eurospin a Cuneo. A questo ne seguono altri quattro, di cui l’ultimo e il più grande in corso Orbassano, in una zona che fino al 2006 era rimasta priva di ogni costruzione. “Avevo voglia di cambiare vita, anche se il mondo dei mercati mi affascina tutt’oggi – ci racconta -. L’investimento più grande l’ho fatto nel 2007 con l’Eurospin di corso Orbassano, e non avrei mai immaginato quello che sarebbe successo di lì a poco”.

Pizzerie Lentini’s a Torino 10-2Per aprire il suo quinto supermercato acquista un’area. La nuova costruzione gli lascia 1.000 metri quadrati di terreno ancora libero, su cui ha la possibilità di costruirci qualcosa. In quel momento esce dal cassetto il sogno che aveva quando era più giovane, il quale si concilia con quello della compagna Simona. “Se non ci fossero stati quei 1.000 metri quadrati liberi non lo avrei aperto. Ma appena abbiamo preso la decisione ho dato anima e corpo affinché riuscisse tutto al meglio”. Le tre parole che si è ripetuto miliardi di volte Nicola Lentini sono state “To be Different”. Voleva creare qualcosa che fosse differente, qualcosa di qualità, qualcosa che sognava da anni di vedere e di mangiare quando andava al ristorante o in pizzeria come cliente.

“Dopo due anni di duro lavoro abbiamo inaugurato il primo Lentini’s. Partendo da zero mi sono affidato al marketing che secondo me era più efficace: ho creduto nella pubblicità nei giornali cartacei, nella pubblicità fatta nei cinema e in quella dei servizi coupon online”. Scelta azzardata e investimento importante, ma frutti subito raccolti. “Solo con i coupon abbiamo avuto oltre 5 mila clienti, molti dei quali sono tornati più volte perché ci hanno conosciuto e gli siamo piaciuti”. Quello che sottolinea in più occasioni Nicola Lentini è che la qualità del cibo è stato quello a cui hanno mirato in primis. “Tra una pizza fatta con i migliori prodotti e una fatta con i più scarsi c’è una differenza di costo che è del 10% circa – ci spiega -. Quindi perché non usare prodotti di qualità? Abbiamo puntato su questo, non lasciando nulla al caso. Ad esempio l’impasto della pizza lo facciamo con acqua Lurisia e non con quella del rubinetto. E per ora siamo stati ripagati di tanta attenzione ai particolari”.

A quasi tre anni dall’apertura del locale di corso Orbassano la crescita non si è ancora arrestata. E quello che inorgoglisce Nicola sono i numeri: “Facciamo 3.500 coperti alla settimana, abbiamo 3 milioni di euro di fatturato e possiamo dare lavoro a 40 persone. La soddisfazione maggiore è l’aver creato una cosa del genere in un luogo dove prima non c’era nulla”. Ma la crescita è destinata a continuare ancora a lungo. Tanto che da una settimana è stato inaugurato il secondo ristorante in via Modena, proprio sopra l’Azimut, un locale in cui i ragazzi vanno a ballare e divertirsi la sera. squadra lentini-2Questa potrebbe essere proprio l’arma vincente. “Nonostante in Italia la tassazione si faccia sentire abbiamo deciso di investire ancora – dice il proprietario -. Anzi, anticipo anche che per il periodo estivo contiamo di aprire un ristorante anche a Milano, zona Navigli. E in futuro ci piacerebbe New York”. Le sfide piacciono a Nicola e quella di via Modena senza dubbio lo è. La prima vittoria potrebbe ottenerla a Capodanno, quando preparerà il cenone per tanta gente, molti dei quali si sposteranno nel locale al piano di sotto appena finito di mangiare.

Quando ci saluta Nicola gli brillano gli occhi. L’aver raccontato la sua storia gli ha fatto ripercorrere i gradini del suo sogno diventato realtà. Ora dentro il cassetto metterà qualcos’altro, ma quello che è riuscito a fare lui servirà, si spera, per spronare tanti giovani sognatori a crederci.

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